venerdì 30 agosto 2013

NOI NON VOGLIAMO FARE LA GUERRA

Tacere adesso significa acconsentire a ciò che verrà
Gli Stati Uniti hanno deciso di attaccare la Siria, ancora una volta con un pretesto risibile, screditato dalle precedenti bugie. Che il presunto uso di armi chimiche da parte dell’esercito regolare siriano sia appunto presunto e non dimostrato, lo scrivono perfino numerosi giornali europei che pure appaiono disposti a chiudere entrambi gli occhi di fronte all’aggressione.
Prove nemmeno una. In un paese che da due anni è sottoposto ad attacchi dall’esterno, nel quale agiscono tutti i servizi segreti occidentali, in condizione di importare qualsiasi arma sul territorio siriano, accusare Assad di avere usato armi chimiche è l’equivalente della favola dove il lupo (a monte) accusa l’agnello (a valle) d’intorbidargli l’acqua.
Solo sepolcri imbiancati a prova di ogni vergogna possono accettare questa favola senza inorridire.
Si procederà, ancora una volta, senza nemmeno l’avallo delle Nazioni Unite. Evitando, in tal modo, il veto di Cina e Russia.

Si procederà, ancora una volta, senza nemmeno preoccuparsi di trascinare tutta la NATO. Neanche questo viene ritenuto ormai necessario. Liberando così alleati timorosi, o recalcitranti (ma che non si vedono) dall’obbligo di accettare il diktat di Obama.
Il quale – non si dimentichi che è stato insignito del premio Nobel per la pace – non deve più dimostrare nulla. Anche qui solo gl’ingenui, comunque inescusabili, possono continuare a descrivere Obama  come uno strenuo difensore dei diritti civili e della pace.
Israele è tra gl’ispiratori principali di questa guerra. Non è osservatore di eventi ma partecipante all’aggressione.
La linea attuale dei servi dell’impero – in Italia e in Europa – sarà quella di presentare l’aggressione come un “severo monito”. Il cui scopo sarebbe quello di creare le condizioni per un futuro negoziato. Per poi interrompersi. Si spara sul nemico per annientarlo, non per negoziare. Infatti il negoziato di Ginevra, che doveva cominciare, è stato cancellato.
Inutile chiedere al governo italiano di esprimere un netto dissenso e non qualche balbettio. Non lo possono fare, perché sono ricattabili, e non lo faranno.
Noi ci rivolgiamo al popolo italiano, che sappiamo non volere la guerra, perché faccia sentire la sua voce in tutte le forme che gli saranno possibili.
Noi vogliamo che l’Italia esca dalla NATO.
Noi non vogliamo essere alleati di coloro che organizzano la guerra.
Noi non vogliamo le loro basi sul nostro territorio.
Infine una nota per il futuro. L’esito di questa nuova guerra dei forti contro i deboli sarà di certo l’avvitamento verso nuove escalations. Lo scopo dell’aggressione è destabilizzare l’intero Medio Oriente e trascinare in guerra l’Europa. La sorte del Libano è in pericolo. Le armi che nei prossimi giorni colpiranno Damasco sono già pronte per colpire Teheran. Dunque un altro avvertimento s’impone, per coloro che non capiscono, o fingono di non capire: tacere adesso significa acconsentire a ciò che verrà.

domenica 18 agosto 2013

Raccogliere le sementi: molto più che agricoltura

   Raccogliere le sementi, imparare a farlo e metterlo in pratica sin dal proprio orto, oggi, non è solo una questione di buona agricoltura ma è diventato un vero e proprio atto rivoluzionario. La Monsanto, ovvero la maggiore corporazione che governa la quasi totalità del settore alimentare nel mondo, ha brevettato quasi ogni tipologia di seme. Sembra incredibile ma non c'è niente di più vero: una multinazionale possiede letteralmente i semi della terra, delle colture che ci servono per nutrirci. Questi significa che in molti casi è diventato illegale per un contadino conservare i semi per piantarli l'anno dopo invece di comprarli. Inoltre questa diabolica azienda ha creato dei semi suicidi, ovvero capaci di far crescere la pianta per un solo raccolto e generare a sua volta semi sterili. Chi usa i semi della Monsanto non potrà raccogliere le sementi prodotte dal raccolto perché esse saranno inutilizzabili, sterili. 
   
Tutto questo non solo è osceno ma è davvero il preludio di un dominio senza precedenti di una corporazione sulla vita degli esseri umani dell'intero mondo. Noi, però, sappiamo bene che le sementi non appartengono a nessuno, e non c'è legge sui brevetti che tenga! le piante, gli ortaggi e quanto di ciò che la terra produce non appartiene a nessun uomo e a nessuna azienda; al contrario siamo noi, esseri umani, che apparteniamo a queste sementi in quanto esse ci danno il cibo e quanto ci serve per vivere.
   Disobbediremo e conserveremo le sementi: questo è l'atteggiamento giusto da tenere; quel comportamento che usò Gandhi per bloccare la tassa sul sale che l'Inghilterra imponeva all'India per pagare le sue spese militari: disobbedienza civile!
   Intanto, però, cominciamo a riprendere il contatto con la terra, con la nostra fonte di vita...
Un piccolo aiuto può venire da questo semplice articolo che insegna a conservare le sementi dell'orto per rinnovarlo ogni anno senza mai dover ricomprare i semi. 

fonte: http://www.lavorincasa.it/articoli/in/giardino/raccogliere-e-conservare-semi-di-ortaggi/
Come autoprodurre i semi anziché comprarli ogni anno? Il primo passo è l’osservazione dell’orto durante il periodo di crescita e produzione. Dovremo selezionare le piante migliori non solo guardando i frutti più belli, ma soprattutto quelle più forti e libere da malattie. Sono quindi preferibili semi che provengono da piante sopravvissute più di altre ad un periodo prolungato di cattivo tempo o ad attacchi di insetti.

Per raccogliere i semi bisogna che questi siano giunti a maturazione, ossia quando il fiore è secco o il frutto maturo. Quello sarà il periodo migliore per raccoglierlo perché solo in questa fase ci assicurerà la formazione dell’embrione e la presenza di sostanze a lui utili durante la germinazione.

Il momento della giornata più adatto per raccogliere i semi sono le dieci del mattino, quando la rugiada è evaporata. Ogni piantina va poi trattata in modo diverso. Vediamo allora alcuni esempi degli ortaggi più comunemente coltivati.



Conservare i semi di lattuga


lattugaI semi che derivano dai fiori della lattugasono autoimpollinati. La parte femminile della pianta è così vicina a quella maschile che con un leggero soffio d’aria il polline cade sullo stigma ricettivo. Dunque questi semi produrranno piante identiche a quelle da cui derivano.

Nel caso della lattuga è molto importante assicurarci che la pianta a nostra disposizionenon sia un ibrido, perché in tal caso si corre il rischio elevato di non raggiungere l’obiettivo. Infatti è possibile che il seme raccolto non germogli, oppure che germogliando non produca semi o non riproduca esattamente la medesima qualità della pianta originaria.

Quando le piante fioriscono dobbiamo innanzitutto scegliere quelle che presentano una lunga fase di produzione fogliare e che sono lente nell’andare a seme. Una volta individuate, dobbiamo seguirne man mano la crescita e raccogliere gli steli progressivamente durante la maturazione perché i semi tendono a cadere a terra. Questi vanno poi messi ad asciugare e quando sono secchi vanno scossi per fare uscire i semi, che andranno messi al sole per un paio di giorni, coprendoli però durante le notti umide per impedire la formazione di muffe.

I semi vanno infine riposti in un barattolo di vetro e tenuti al buio in un luogo fresco e asciutto.



Conservare i semi di pomodoro


pomodoriÈ preferibile scegliere i semi dalle piante chefruttificano precocemente e che presentano una buona densità fogliare. I frutti da cui estrarremo i semi vanno raccolti maturi e nella fase in cui stanno diventando molli.

Una volta scelti i pomodori da cui prelevare i semi, tagliamoli a metà e spremiamoli in un barattolo a cui aggiungeremo dell’acqua, coprendo la polpa e i semi. Poniamo il barattolo all’esterno e attendiamo qualche giorno in modo che si formi della muffa in superficie. A questo punto apriamo il barattolo, rimuoviamo la muffa e recuperiamo solo i semi che si sono depositati sul fondo.

Passiamoli al colino al fine di eliminare eventuali residui gelatinosi e poi disponiamoli in un piatto, attendendo che si asciughino. Quest’ultimo processo durerà qualche giorno, dopodiché potremo riporre i semi in buste che conserveremo in ambiente fresco e asciutto.



Conservare i semi di melanzana


melanzanaCome i pomodori, anche le melanzane vanno raccolte mature e un po’ molli, quando ormai stanno perdendo lucentezza. Per comprendere se i semi sono maturi basta guardare il colore: devono diventaremarroni.

Tagliamo dunque la melanzana a fette e passiamola nello schiacciapatate per mettere in vista i semi e separarli dal resto della polpa. Mettiamo poi tutto in una ciotola piena d’acqua e aspettiamo che i semi si depositino sul fondo.

Eliminiamo la polpa che sarà rimasta a galla e poi filtriamo l’acqua restante per isolare i semi. Questi vanno poi tenuti in ammollo in acqua tiepida per una notte intera in modo da eliminare la pellicola che li avvolge. Infine lasciamoli asciugare in un luogo fresco e asciutto, mettiamoli in unabusta non trasparente e conserviamoli in frigorifero fino a quando arriverà il periodo della semina.



Conservare i semi di zucchina


zucchinaLe zucchine vanno fatte maturare molto oltre la fase di raccolta per l’uso da tavola, fino a raggiungere la dimensione massimale, e poi vanno lasciate sulla pianta per altre tre settimane per consentire ai semi di maturare. Durante quest’ultimo periodo la produzione di ortaggi per la tavola sarà rallentata perché la pianta sarà impegnata maggiormente nella produzione di semi.

Dopo aver raccolto la zucchina, tagliamola a metà, rimuoviamo i semi con le mani o con un cucchiaino e laviamoli con acqua fresca. Lasciamoli poi asciugare (non è necessario metterli al sole) e poi riponiamoli in una busta non trasparente.

sabato 20 luglio 2013

Salviamo il mondo dalle madonne sadiche

   L’altro giorno mentre mi recavo a lavoro in macchina e facevo zapping tra i canali della radio mi sono imbattuto immancabilmente in Radio Maria che, come sapete, si può ascoltare benissimo anche dentro le gallerie e in qualunque angolo sperduto d’Italia. Questa volta ho deciso di fermarmi ed alzare il volume; in fondo capire cosa pensa e cosa dice il nemico è sempre abbastanza utile e illuminante. Il caso ha voluto che a quell’ora mandassero in onda proprio una replica dell’intervista ad una delle veggenti di Medjugorje; non potevo credere ai miei orecchi per ciò che stavo sentendo, non credevo, lo giuro, che fossero arrivati a raccontare tali baggianate impossibili da credere anche dal più ignorante su questa terra.
   Per chi non lo sapesse la storia riassunta delle apparizioni mariane a Medjugorje è simile al copione di quasi tutte le apparizioni che sono avvenute nella storia anche se, questa volta, hanno davvero esagerato di brutto. Secondo la narrazione nel 1981 la madre di dio iniziò ad apparire a dei giovani adolescenti della cittadina bosniaca che sono ancora vivi oggi e che continuano a vederla regolarmente ogni giorno, in totale sono ben sei i veggenti conclamati (quelli che cioè affermano di avere regolari contatti con la madonna!). Tra questi giovani la più popolare ed importante è Mirijana alla quale la vergine santissima in persona avrebbe affidato non uno, non due e stavolta nemmeno tre ma ben dieci segreti che sarebbero collegati a degli avvenimenti terribili che colpiranno l’umanità nei prossimi anni. Sin qui niente di dissimile da Fatima o Lourdes. Quello che spinge questa vicenda ben al di là dell’assurdo è che la madonna avrebbe dato a questa ragazza il compito di rivelare al mondo questi segreti dieci giorni prima del loro manifestarsi. Naturalmente di questi misteri non si conosce molto, solamente che sette di essi sono dei “castighi” che il divino manderà come flagelli sul nostro pianeta per colpire l’umanità intera rea di iniquità e peccato. Siccome, però, dio ci ama e anche la vergine Maria, ovviamente, per “lenire” queste sciagure prossime venture ai veggenti è stata data anche la ricetta, vere e proprie predisposizioni precise che tutti gli uomini dovrebbero compiere per scongiurare la catastrofe finale:

1.     dire il rosario quotidianamente;
2.     digiunare due volte la settimana;
3.     leggere ogni giorno la Bibbia;
4.     confessarsi almeno una volta al mese;
5.     prendere l’eucaristia tutti i giorni.

   L’irrazionalità di tutto questo non finisce qui. Alla radio, infatti, Mirijana in persona, intervistata dallo zelante padre Livio direttore di Radio Maria, raccontava di quella volta che la madonna l’avrebbe portata in viaggio insieme ad un altro veggente in paradiso, purgatorio ed, infine, fino all’inferno. Naturalmente questa visita che è stata concessa loro è avvenuta da un lato come quella di Dante insieme a Virgilio e dall’altro lato come qualcosa di assolutamente inedito: la vergine, infatti, li avrebbe portati in cielo in carne ed ossa, trasportando cioè i loro corpi fisici nell’aldilà; un po’ come un rapimento alieno verrebbe da dire! La descrizione del viaggio che la veggente esponeva alla radio e che padre Livio rafforzava dandole credito è ancora più bizzarra. Quindi, preparatevi, perché il paradiso è davvero cosi come ve lo aspettavate. Mirijana dice che un enorme cancello chiuso li attendeva al varco; magicamente questo si apre da solo e, pensate un po’ chi c’èra dietro alle porte del paradiso ad accoglierli? Niente di meno che San Pietro! A questo punto mi aspettavo che dicesse di aver visto anche Bonolis e De Laurentiis prendere una bella tazzina di caffè e invece purtroppo no! La gente dell’aldilà è felice, diceva, ed è tutta uguale vestita con tuniche bianche e fasce gialle per alcuni e grigie per altri. Nel cielo svolazzano gli angeli che hanno l’aspetto di piccoli bambini con ali piumate e boccoli biondi. Vi giuro che questo è quello che la veggente affermava e rafforzava le sue idee dicendo che proprio quegli angeli sono probabilmente i bambini abortiti dalle sciagurate mamme assassine che quindi sono diventati come piccoli puttini in cielo. Arrivati poi al purgatorio ad aspettarli c’era, pensate un po’, della gran nebbia. Mirijana affermava convinta di non poter riuscire a vedere niente solo poteva udire i lamenti delle anime in pena che aspettano, ansiose, le nostre preghiere per poter salire in paradiso. L’inferno ovviamente lo descriveva come pieno di fiamme, fiamme grandissime. La ragazza affermava di aver visto una donna bionda entrare nel fuoco ed uscirne con la faccia deformata, trasformata come se fosse una bestia. A questo punto, per mettere la ciliegina sulla torta, padre Livio si è affrettato a dare la sua perversa interpretazione dicendo che quella visione dell’inferno che la madonna aveva voluto mostrare ai due veggenti era senza dubbio la dimostrazione che il peccato più grave dell’umanità è attualmente la lussuria. Questo perché una donna bionda gettata nel fuoco e sfigurata non poteva che essere altro che la fine di una puttana! Mi pare anche ragionevole ed ovvio non trovate?
   Insomma l’assurdità di tutto questo ha dell’incredibile eppure tantissima gente si reca in quella cittadina sperduta della Bosnia per poter assistere a queste apparizioni mariane; un sacco di gente è davvero in attesa della rivelazione di questi castighi e crede fermamente a tutto quello che affermano questi sedicenti veggenti. La chiesa cattolica ufficiale non si pronuncia nel bene e nemmeno nel male rispetto a questa vicenda; resta il fatto che dal 1981 attorno a queste fantasie collettive si è già iniziato a costruire un impero che specula sull’ignoranza dei fedeli allo scopo di fare profitto come per le terre di Padre Pio, Lourdes, Fatima e santuari vari sparsi nel mondo. Inoltre se davvero dio fosse cosi bastardo da mandare flagelli sulla terra non capisco come migliaia di cattolici possano ancora affermare che il loro dio è amore e continuare a venerarlo invece di odiarlo; per di più una madonna tanto sadica da rivelare dieci segreti ad una ragazza e dirle di tenerli per se e dirli solo dieci giorni prima che accadano, giusto per terrorizzare bene la gente che in 10 giorni andrebbe nel panico più totale, non può essere considerata una divinità ma una vera stronza. 
   Per concludere dico che se questo dio esistesse sarebbe bene combatterlo perché uno che ti promette castighi e ti dice che se fai 5 cose che lui ti obbliga allora tali flagelli saranno più lievi è un vero e proprio dittatore dei più efferati… preferirei venerare la mia migliore amica o il mio fidanzato come dei ed espressione di amore supremo visto che loro non mi farebbero mai quello che il presunto dio invece minaccia di scaraventarci addosso da un giorno all'altro. 

venerdì 19 luglio 2013

Fabio Farfa feat. La Maca - GIU' LE MANI (Official Video)



Collasso Economico Globale imminente


Sappiamo com’è lo zio Sam. Ha un sacco di debiti a cui far fronte.
Quasi 3.000 miliardi di dollari ogni anno, mentre le entrate sono di 2.200 miliardi l’anno.
Allora fa la cosa che fanno la maggior parte degli Americani: prende in prestito denaro.
Quando lo zio Sam contrae un prestito lo chiama Bond.
I bond possono essere detenuti da banche, investitori e governi esteri.
Lo zio Sam deve promettere di pagare interessi su questi bond, proprio come fate voi quando stipulate un prestito.
Avete mai pensato di pagare il vostro mutuo con la carta di credito?
Anche lo zio Sam fa la stessa cosa. Contrae nuovi prestiti, emette nuovi bond, in modo da pagare quelli vecchi.
Tutti questi prestiti, e tutti questi interessi, si accumulano.
Lo zio Sam, ad ora, è in debito di 14.000 miliardi di dollari;
per avere una prospettiva della cifra, il debito è uguale al PIL nazionale, il valore totale dei beni e servizi prodotti in un inter anno dall’economia Americana.
E’ una quantità così grande di denaro, che lo zio Sam sta finendo i soggetti da cui prendere in prestito e si trova nei guai per gli interessi sui suoi prestiti.
La soluzione ovvia sarebbe o tagliare la spesa, oppure aumentare le tasse.
Ma se si taglia la spesa, le persone che ne beneficiano si lamenteranno che non avranno denaro da spendere.
Se si provasse ad aumentare le tasse per compensare questo divario, non solo le persone avrebbero meno denaro da spendere ma darebbero luogo a tumulti e rivolte.
Così lo zio Sam sceglie la via più semplice per ottenere denaro. Crearlo dal nulla.
Chiama in causa la Federal Reserve, che è la nostra banca centrale, e…magia!
I dollari vengono creati e depositati nelle banche di tutta l’America.
Il problema è che se di qualcosa ce n’è di più, varrà di meno.
Stesso discorso per il dollaro Statunitense.
Più dollari ci saranno, meno cose compreranno.
Ecco perché merci come carburante, cibo e oro diventano più costose quando lo zio Sam crea magicamente il denaro.
Non sono le merci che valgono di più, è il denaro che vale di meno.
Questa si chiama inflazione.
Ricordate i governi esteri che hanno prestato denaro allo zio Sam?
Quando hanno prestato denaro allo zio Sam, è successo qualcosa di interessante.
Ha reso gli Americani più ricchi ed i loro paesi più poveri.
Quando un paese appare povero in confronto all’America, un dollaro del nostro denaro compra un sacco del loro denaro.
Così possono pagare i loro lavoratori solo qualche penny al giorno.
Con costi di lavoro così bassi, possono vendere i loro prodotti in America
a prezzi inferiori di qualunque altra industria manifatturiera Americana.
Il modo più facile di competere per le aziende Americane, è spostare le proprie attività oltreoceano e pagare anch’esse i lavoratori qualche penny al giorno.
Ciò contribuisce ad una recessione.
Gli Americani perdono il proprio lavoro, smettono di pagare le tasse ed iniziano a raccogliere i sussidi del governo: come sanità ed il sussidio di disoccupazione.
Questo vuol dire che lo zio Sam avrà ancor meno entrate ed ancor più spese.
Nel frattempo, le persone che hanno ancora un lavoro sono disperate nel mantenerlo, così tendono a lavorare di più ma non a ricevere più denaro.
Quando il dollaro vale meno e non se ne guadagnano di più, siamo in stagflazione.
Ed è per questo che lo zio Sam si trova nel Comma 22:
Non può aumentare le tasse o tagliare la spesa senza far peggiorare la recessione.
E non può far creare più denaro alla Federal Reserve senza far peggiorare l’inflazione.
Per il momento può prendere in prestito, ma dato che non riesce nemmeno a pagare gli interessi sul debito che già ha, ciò renderà la sua inevitabile bancarotta molto peggiore.
Che si tratti di due mesi o due anni, arriverà il giorno in cui lo zio Sam non riuscirà a pagare i suoi conti.
Quando ciò accadrà, le banche, gli investitori ed i governi esteri che contavano su quel denaro non saranno in grado di pagare i proprio conti.
Infatti, proprio come lo zio Sam, i governi, le banche e le corporazioni non hanno in realtà molto denaro.
Hanno per lo più debito. Se un anello della catena si rompe e va in default, tutto il resto crolla.
Se gli investitori non possono pagare i propri conti, le corporazioni non potranno pagare i propri dipendenti.
Se le banche non potranno pagare i propri conti, voi non sarete in grado di chiedere un prestito, usare carte di credito o addirittura ritirare i vostri risparmi.
Se i governi esteri non potranno pagare i propri conti, le proprie banche e corporazioni avranno gli stessi problemi.
Questo si chiama Collasso Economico Globale.
Non è mai accaduto prima, quindi nessuno sa quanto sarà brutto, quanto durerà, o addirittura come uscirne.
Il castello di carte sta già oscillando.
Non c’è alcun modo indolore per evitarne il crollo.
Tutto quello che possiamo fare è informarci l’un l’altro su quello che sta realmente accadendo, e prepararci per circostanze davvero straordinarie.

mercoledì 17 luglio 2013

Mac Donald’s chiude i battenti! Boicottato in Bolivia


Viene dal Sudamerica la notizia che fa tremare le gambe al colosso del fast food: in Bolivia, dopo 14 anni, McDonald’s chiude.
A causa della scarsissima affluenza che risentiva in questi ultimi tempi, anche gli otto ristoranti che erano aperti nelle grandi città di La Paz, Cochabamba e Santa Cruz hanno chiuso i battenti.
A nulla sono servite le massive campagne pubblicitarie contro il rifiuto da parte del popolo boliviano ad acquistare ancora prodotti alimentari nocivi per la salute e per la società.
Tante sono le accuse rivolte alla famosa multinazionale, a partire dai problemi salutari causati dall’ uso di grassi insaturi nelle fritture, per i quali la Corte Suprema della California ha condannato McDonald’s a pagare una multa di 8.5 milioni di dollari.
Un’inchiesta di Greenpeace, “Contrabbandare gli OGM di nascosto”, ha rivelato anche l’ utilizzo di Organismi Modificati Geneticamente (OGM) nei McNugget’s, e che farebbero risalire ai laboratori della famigerata Monsanto USA.
Sempre secondo Greenpeace, la catena è coinvolta nella distruzione delle foreste pluviali dell’ Amazzonia, dove viene condotto illegalmente un mercato oligopolistico della soia, destinata agli allevamenti europei.
“McDonald’s sta distruggendo l’Amazzonia per vendere carne a basso prezzo” – dichiara Gavin Edwards, responsabile di Campagna Foreste: “Ogni volta che qualcuno mangia un Chicken McNugget potrebbe mordere un pezzetto di Amazzonia. Supermercati e giganti della ristorazione, come Mc Donald’s, devono assicurarsi che i rispettivi prodotti non siano coinvolti nella distruzione della foresta amazzonica e nelle violazioni dei diritti umani”.
Ed è anche di violazione dei diritti umani che deve rispondere McDonald’s in Vietnam, dove alla “Keyhinge Toys” di Da Nang City si lavora 9 o 10 ore al giorno dal Lunedì alla Domenica per fabbricare i giocattoli che vengono distribuiti negli “Happy Meals”.
Nella denuncia del National Labour Committee, associazione americana per i diritti dei lavoratori, si parla di paga sotto il minimo salariale, condizioni di lavoro pietose e 220 operaie rimaste intossicate dall’ acetone.
Questa sostanza, utilizzata nel reparto verniciatura, può alterare il ciclo mestruale delle donne, causare nausea e portare anche alla morte.
Migliori ma comunque preoccupanti sono anche le condizioni di lavoro di tanti commessi e commesse che si trovano chiusi in ristoranti di tutto il Mondo a lavorare in orari inacettabili e contratti di lavoro a breve termine.
Infine, last but not least, McDonald’s è il classico esempio dell’ imperialismo economico che porta alla distruzione delle attività locali, monopolizza le regole di mercato e origina colossi economici capaci di influire sulle sfere politiche delle comunità locali (come nel caso della Coca Cola in Colombia).
Ed è proprio il senso di riappropriazione che ha spinto la popolazione boliviana a rinunciare ai sandwich infarciti di clandestinità preferendo “las empanadas”, pane locale di farina o mais con ripieno dentro.
Nel video-documentario “Perchè McDonald’s ha fallito in Bolivia” sociologi, cuochi e nutrizionisti concordano sul fatto che il rifiuto boliviano non è causato dal gusto del cibo, ma da problematiche sollevate in merito al contesto globale.
Una risposta dunque chiara e netta contro le logiche del “fast food” e del McColonialismo, e forse una risposta da prendere subito come esempio quando “fast” è soltanto la velocità con cui questo Mondo sta andando verso il baratro.
http://www.liberarchia.net/blog/?p=606