giovedì 6 novembre 2014

Chiamata alle armi contro l'omofobia (VIDEO)



Tratto da: Gay.it

Chiamata alle armi per i nazisti dell'Illinois

Presidio delle Sentinelle in programma a Bergamo per l'8 novembre 2014, dalle 16:00. 
Come resistere a questo invito?
Giampietro Belotti era stato fermato durante la manifestazione delle sentinelle in piedi del 5 ottobre con l’accusa di apologia del fascimo – accusa in seguito decaduta.
Oggi il nazista dell’Illinois sale sul palco per una chiamata alle armi contro l’omofobia.





sabato 25 ottobre 2014

Io sono l’anti-Dio.

Qual è la mia causa? Di certo non la causa dello Stato né quella dell’Umanità, tanto meno la causa di Dio, la mia causa è solo quella che scaturisce dal mio egoismo per il quale ciò che è il mio interesse è la mia causa: essa è La causa, l’unica per cui sacrificherei la mia vita. La vita, infatti, non è altro che l’egoismo di ogni “io” in assenza del quale non esisterebbe neanche. Max Stirner, uno dei pochi veri libertari esistiti al mondo affermava più o meno questo e scioccava le coscienze Ottocentesche venendo poi rifiutato e condannato dal pensiero di Marx e dal comunismo rivoluzionario. La colpa di Stirner: non voler seguire la causa di qualcun altro diventandone servo esecutore neanche se questa causa era quella del comunismo, nemmeno se la dittatura auspicata era quella del proletariato. Capisco la difficoltà di comprendere questo pensiero così apparentemente estremo eppure se vi guardate dentro per un solo attimo eliminando i condizionamenti operanti in noi sin dall’infanzia, potrete scoprire presto come ogni giorno siamo chiamati ad immolarci per le cause di altri che, a loro volta, si impegnano per le cause di altri ancora e cosi via sino alle ultime cause di pochi che, invece, non rendono conto agli interessi di nessuno fuorché dei propri. 

Come adepti di una religione serviamo gli interessi di Dio schiacciando quotidianamente le nostre individualità immolandole sull’altare supremo della divinità. Dio, però, quale causa segue se non la sua soltanto? Egli è la verità e come tale la causa di se stesso. Dio è egoista ma il suo egoismo è fallace perché  non si limita a bramare il suo interesse ma, necessariamente, egli deve rendere le moltitudini schiave al suo comando in quanto il servizio resogli da queste ultime lo rende quello che è: l’unico egoismo possibile, l’unica individualità legale, l’unico “io” che può esistere veramente. Ciò vuol dire che quando qualcuno vuole imporre il proprio egoismo agli altri ciò non può che avvenire con la violenza e con l’oppressione perché l’egoismo è la strada che ciascuno deve percorrere per far vivere il proprio “io” e tale processo, in quanto appunto egoista, non potrà mai prevedere che altri, come da schiavi, lo percorrano al posto di chi ne è il possessore. Siamo soli davanti ai nostri interessi di felicità e vita, solo io posso vivere la mia vita, soltanto io posso raggiungere la mia causa e non posso farlo con l’ausilio di altri a meno che non sia il mio “io” malato e distorto al punto tale da non credersi capace di riuscire a vivere per se stesso pretendendo di diventare l’io di tutti elevandosi al rango di Dio. 

Tale “io” malato che è il Dio odierno è il sistema di mercato che lungi dall’essere astratto è la legge stabilita da un manipolo di persone in carne ed ossa esattamente come me e voi. Tali astuti malfattori si sono dati lo status di divinità creando un sistema economico e sociale confacente ai loro privati interessi rendendo tutti noi schiavi compiacenti della loro causa distorta e malata. Non è un mondo diverso da quello che il comunismo ha creato in quelle parti di mondo dove è stato applicato: uno stato regolatore di tutto, il popolo schiavo e massificato, reso l’ombra di se stesso eliminando tutte le particolarità degli esseri umani ad esso appartenenti. La pubblicità e lo shopping ci distrugge l’anima perché ci rende pedine tutte uguali di un gioco al massacro che fa comodo solo ad alcuni così come lo stato comunista ha distrutto la sua gente dando a ciascuno un lavoro da fare secondo le necessità, appunto, dello stato e livellando le persone eliminando sistematicamente ogni tipo di diversità. Nulla di diverso è stato messo in atto dai fascismi. 

Il nucleo comune di tali errori è sempre lo stesso: i molti devono servire gli interessi di pochi che credono di seguire solo il loro mentre invece sono niente altri che farneticanti malati incapaci di vivere. La causa di una persona si conclude nel servizio per la causa altrui. Nessuno è libero di essere egoisticamente “io” andando per la strada del proprio soddisfacimento personale e della propria unica felicità. Badate bene che neanche la causa del popolo è quella che ci porterà alla libertà. Non è infatti giusto che le persone muoiano in sanguinose rivoluzioni contro “Dio” sacrificandosi per altre, non è infatti giusto che per l’amore del futuro uno si immoli senza mai vedere gli ipotetici e poco probabili benefici del proprio operato. Non è alla rivoluzione che dobbiamo anelare ma alla propria causa individuale e unica. Io voglio essere felice adesso, oggi, in questo istante e non voglio morire per la causa del popolo ne per quella del Re, voglio vivere della mia causa e morire lo stesso per essa. 

Come potrò dunque sovvertire l’ordine delle cause imposte se non parteciperò alla rivoluzione? Come potremo noi individui cambiare il mondo se non abbracceremo i fucili né crederemo più ad ogni forma di governo, né di stato, né di Dio, né di popolo più sovrano del proprio “io”? Credo che la risposta non si potrà mai trovare perché la domanda che ci siamo posti è insensata. Non c’è nessun sistema che dobbiamo cambiare, nessuna società da rendere perfetta: esiste solo la propria individualità da seguire nelle sue aspirazioni profonde. Non siamo malvagi, se ci lasciamo rapire da noi stessi non troveremo l’odio e la guerra, né smania di potere e ferocia; troveremo solo il nostro essere uomini e donne. Se scoprissimo cosa vuol dire essere umani allora in un giorno tutto questo dolore sparirebbe perché ci renderemmo conto che nulla ha senso più di noi stessi, che niente e nessuno vale la pena più dell’”io”. 

L’Unica causa che non potrà mai scadere è l’interesse di ciascuno, l’unica lotta che nessuno cesserebbe mai di portare avanti sarebbe quella della felicità personale. Per questo io sono l’individuo egoista che incontra gli egoismi altrui e intende organizzarsi con essi al fine di creare un insieme di “io” capaci di combattere per una causa che non potrà mai scadere, in grado di sacrificarsi per un interesse che non possono fare a meno di seguire: quello individuale, la propria stessa sopravvivenza, l’intima volontà di essere pieni di se per diventare se stessi e nulla più. Riconosco nell’altro davanti a me un fine a se stesso, un limite invalicabile per impossibilità pratica e teorica di entrare dentro di lui; sono impossibilitato da me stesso nel piegare la sua volontà alla mia, nel renderlo schiavo della mia causa in quanto essa è solo mia e nessuno potrà mai aiutarmi a portarla avanti. 

Come il mio cuore che pulsa sangue nelle mie vene non può essere quello di qualcun altro cosi la mia causa non può essere quella di altri; cosi come le mie gambe mi portano dove devo andare e non posso farlo con gambe appartenenti ad un altro così anche la mia causa è solo mia e nessuno potrà mai risolverla al mio posto. Non ci sono schiavi né padroni solo cause ed interessi individuali che naturalmente coesistono per la stessa loro natura. Io sono l’anti Dio perché basto a me stesso e con questo “me” mi approccio agli altri amando i loro “io”. Io sono l’anti Dio perché ho capito che la più grande potenza è dentro di me e non ho bisogno di crearmi seguaci servili per compiere i miei desideri in quanto l’unico mio desiderio è realizzare la mia persona e per farlo posso usare solamente ciò che ho dentro.


V.P. 

Dall’economia all’eutéleia. Scintille di decrescita e d’anarchia


San Benedetto del Tronto | Il libro è disponibile in tutte le librerie italiane e anche online (www.editoririuniti.it).
di Sabrina Cava

L'autore A. Petrosa
In questi giorni mi è stata consigliata la lettura di questo libro che ho trovato subito estremamente interessante, al punto di desiderare di poterne parlare a San Benedetto con l’autore stesso. Chissà che non si possa fare.
 A dare alle stampe questo saggio dal titoloD’all’economia all’eutélia. Scintille di decrescita e d’anarchia ed edito dalle Edizioni per la decrescita felice,  è Alessandro Pertosa, un giovane filosofo decrescista e libertario. 
Maurizio Pallante, il principale teorico della decrescita felice in Italia, ha definito il libro diAlessandro Pertosa «un manifesto rivoluzionario, utopico e non violento che guarda all’eutéleia come a un nuovo modo di concepire le relazioni umane, sociali, politiche e comunitarie. Relazioni orizzontali e libertarie che legano gli uni agli altri in un abbraccio fraterno, grazie al quale è possibile sciogliere i risentimenti particolari, gli egoismi e le avide miopie: sì che alla fine lo spazio umano liberato dalla razionalità dell’homo homini lupus non è più luogo di competizione, ma ambito di convivialità e di rispetto, sia per l’Altro, sia per la natura circostante».
E il rispetto – Pertosa lo mette bene in mostra – contempla la misura, l’ordine, il limite che l’homo consumisticus (abitatore del nostro tempo) punta invece sempre a valicare, producendo di continuo ciò che deve essere acquistato e consumato a velocità sempre maggiore. Da ciò, non si deve tuttavia inferire che l’autore voglia opporre all’attuale sistema economico-consumistico un modello austero e pauperista; egli non ritiene, infatti, che sia sempre preferibile il motto «meno è meglio», perché il nodo della questione non è quantitativo, bensì qualitativo. Si può anche fare di più, purché ciò abbia un impatto costantemente minore sull’ambiente e soprattutto comporti per l’uomo un impegno – in termini di fatica e di ore impiegate nel lavoro – sempre minore. È dunque l’otium l’approdo cui tendere in vista della felicità. Anche le sue note biografiche le ho trovate degne della mia massima attenzione, peculiari al limite della curiosità.
  Alessandro Pertosa, 34 anni, è un filosofofreelance An-accademico per vocazione, pensatore eterodosso rispetto a qualsiasi ortodossia, scrive di teologia, di filosofia, di economia, di bioetica. Insofferente alle etichette e alle poliedriche forme che assume il potere dispotico, dicono sia anarchico, cristiano (a modo suo) e teorico della decrescita. Ama stare dalla parte degli ultimi, non tollera le competizioni e apprezza l’ozio. I rari momenti dinec-otium li trascorre insegnando l’arte del libero pensiero presso l’ISSR Mater Gratiae di Ascoli Piceno, dopo essere stato ricercatore in varie università. Insieme a Maurizio Pallante cura il sito-rivista www.artedecrescita.it.

venerdì 3 ottobre 2014

Nessun silenzio per le “sentinelle” omofobe - DOMENICA 5 OTTOBRE, BOLOGNA

Domenica in piazza San Francesco i Cattolici e Forza Nuova faranno le sentinelle in piedi contro i diritti civili... Rifondazione organizza contro-manifestazione con tanto di fracasso per rompere il silenzio delle sentinelle fasciste... Si prenderanno a botte? chi può dirlo... l'unica cosa che so per certo è che né l'uno né l'altro gruppo conta e conterà mai un cazzo!!!!! in ogni modo, pur sapendo che i fili che muovono le questioni esulano da noi poveri mortali che continuiamo a scannarci a vicenda inconsapevoli che qualcuno si sta cibando di noi giorno dopo giorno (fascisti o comunisti che siano!!), solidarizzo con Rifondazione e lodo l'iniziativa.. se non altro almeno quei coglioni silenziosi dovranno tapparsi le orecchie e sperare che qualcuno non tappi loro anche il buco del culo!!!! 

DOMENICA 5 OTTOBRE 2014
ORE 17:00, PIAZZA SAN FRANCESCO, BOLOGNA

Nessun silenzio per le “sentinelle” omofobe - Respingiamo i fascisti da Piazza San Francesco

EVENTO FACEBOOK

martedì 23 settembre 2014

Giulietto Chiesa: "Gli omosessuali in Russia sono numerosi e vivono tranquilli" [MA ANCHE NO!]


Al Sig. Chiesa, che stimo e seguo con attenzione rispondo quanto segue ad una lettera che ha scritto ad un suo lettore e pubblicato nel suo BLOG a questo link:
Questione Putin. Vogliono demolire chi trattiene la guerra mondiale

Gli omosessuali in Russia non vivono tranquilli neanche un po'. 
Le ricordo sig. Chiesa che Putin ha varato una legge secondo la quale non si può nemmeno parlare di GAY che si rischia la galera. Questo come lo chiama? Senza dubbio è omofobia e fascismo.
La seguo ogni giorno, sig. Chiesa, e condivido tutti i suoi interventi e le sue riflessioni sulla situazione geopolitica attuale ma, francamente, non capisco per quale motivo deve difendere Putin anche quando dimostra di essere ampiamente contrario alla libertà. Altro che democratico! Impedisce alle persone di parlare di omosessualità e non mi pare proprio una cosa democratica. Anche se, come lei afferma, la maggioranza dei russi è omofoba non vuol dire che l'omofobia vada bene, neanche se ad avallarla ci pensa Putin. 
Non credo nemmeno che la Russia stia cercando di evitare la Terza Guerra Mondiale. Credo, bensì, che Putin non la voglia perché non sarebbe probabilmente vantaggiosa per la Russia in questo momento storico ma se le carte fossero state diverse le assicuro che Putin non avrebbe fatto niente di meno di quello che sta facendo Obama, ovvero cercare lo scontro armato ad ogni costo!
In questi due blocchi non c'è niente di buono da nessuna delle due parti c'è solo una lotta continua ed estenuante per il potere quello che sia Putin che Obama vogliono, ognuno per stabilire il proprio tipo di ordine mondiale. 
Questo è quello che penso, magari rappresento una piccolissima minoranza... e per fortuna che non vivo in Russia e non devo rispettare le leggi del sig. Putin altrimenti per aver parlato di gay adesso rischierei delle sanzioni. 
Saluti e buon viaggio anche a lei intorno al Sole sperando che un giorno questo viaggio si liberi dai fascismi dell'OVEST e dell'EST!!!

sabato 20 settembre 2014

Macerata: primato di suicidi. La colpa è del radar NATO.


“Aiutateci a non morire. Siamo assediati da un nemico invisibile e silenzioso: un super radar militare che uccide lentamente con i suoi impulsi a microonde”. Mentre l’Aeronautica si trincera dietro il segreto militare, Giovannella Maggini Mazzarella, insegnante in pensione, ha raccolto le prove del disastro. Una vicenda che un membro della New York Academy of Sciences, Gianfranco Valsè Pantellini, ha definito  “la strage degli innocenti”



I radar militari operano in deroga alle normative di protezione sanitaria ed ambientale, nonostante i rapporti scientifici dell’Istituto Superiore di Sanità che 30 anni fa segnalavano i pericoli. Uno studioso italiano, il dottor Franco Sarto, già nel 1978 aveva documentato danni al Dna, esaminando il caso di numero radaristi militari. Tant’è che il Ministero della Difesa da allora ha inibito al medico di proseguire le sue ricerche cliniche.

Giovannella Maggini Mazzarella.


Sos Marche - La provincia di Macerata, in particolarePotenza Picena, registra un macabro primato italiano: un numero record di tumori, morbo di Crohn, ictus, cardiopatie ischemiche, suicidi, interruzioni di gravidanza, sterilità maschile, nascita di bambini con patologie congenite, convulsioni senza febbre, sclerosi, cataratte e disturbi psicosomatici.

Nel 1982 la Circolare 69 del Ministero della Sanità avverte che «quelle dei radar sono le sorgenti elettromagnetiche più pericolose per l’organismo umano». In barba al principio di precauzione, lo Stato non prende alcuna contromisura. «Il numero dei radar attualmente impiegati è elevato ed in continuo aumento» prosegue il documento ministeriale «Non sono disponibili dati precisi, perché segreti, sui radar militari, ma è nota la continua richiesta di sempre nuovi e più sofisticati dispositivi di questo tipo». 
Quella marchigiana è una storia dimenticata per anni sulle scrivanie dei Ministeri della Sanità, dell’Ambiente, della Difesa, del Tesoro e delle Finanze, del Presidente della Repubblica, della Magistratura, dei Carabinieri, dell’Enea, dell’Ispesl, del Parlamento Europeo, della Prefettura, dell’Autorità Sanitaria Locale e perfino di onorevoli e governanti Verdi (Pecoraro Scanio).

Lo studio - La signora Mazzarella ha riunito anni di indagini, ricerche, dati, relazioni, denunce, lettere. La sua battaglia per il diritto alla salute comincia nel 1986, quando muore il marito per un tumore al cervelletto. Nell’87 l’Aviazione di Stato potenzia l’impianto radar presente nel territorio comunale (vincolato paesaggisticamente dal 1983). Si installa un ‘Argos 10’, sostituito nel ’99 da un dispositivo automatizzato dell’Alenia ancora più potente. Le accresciute dosi di radiofrequenza e microonde si avvertono subito: cancelli radiocomandati che si aprono e si chiudono da soli, televisori impazziti, computer e apparecchiature elettroniche in tilt, radio e impianti stereo che si accendono autonomamente, stimolatori cardiaci che si bloccano, frutta che non matura, conigli che non prolificano, neonati colpiti da palatoschisi e labbro leporino, anomali incidenti stradali. LaRai comunica che «Le interferenze sono dovute alla presenza, a poca distanza dalle abitazioni di impianti radar aventi caratteristiche tali che l’impianto ricevente di utente esce dalle condizioni di normale funzionamento».

Anche l’Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni imputa alla postazione Nato, la causa degli inconvenienti: «Gli accertamenti tecnici hanno evidenziato l’esistenza di interferenze ai servizi di radiodiffusione dovute alle emissioni radar prodotte dalla locale base dell’Aeronautica Militare».

Il 2 febbraio 1990 si costituisce l’Ader (Associazione per la difesa dalle emissioni radar) che inizia a dar battaglia all’Arma Azzurra per conoscere i dati operativi e valutarne l’impatto sulla salute umana. Ma il segreto militare è una barriera impenetrabile. L’Ader ostacolata dall’amministrazione comunale e dall’ente pubblico Regione Marche, non potendo studiare le cause, analizza gli effetti di quei campi elettromagnetici. E riscontra un aumento sospetto di tumori e disturbi su persone, animali e piante. I cittadini si rivolgono pure all’Istituto Superiore di Sanità che si defila senza spiegazioni.

Stato latitante - Le istituzioni balbettano: Ministri e Sottosegretari dicono “che è tutto sotto controllo”. Ma la gente continua ad ammalarsi e a morire. Tutti si arrendono tranne la signora Giovannella. Lei ha raccolto età, professione, abitazione delle vittime, riportando caso per caso su una mappa topografica. Operazione che ha ripetuto per ogni patologia. Migliaia di fogli segnati con cerchietti rossi: tumori, aborti, suicidi, cataratte. E ogni disegno corrisponde a un nome: un bambino, una mamma, un papà. Andrea, Lucia, Alberto, Giuseppe, Enrica. Un piccolo nato con una malformazione; un altro con gravi complicazioni all’intestino. Centinaia di casi all’anno - su 14 mila residenti - che dovrebbero far riflettere.
L’anziana donna si mette alle ricerca di tutti quei cittadini che hanno cercato le cure e sono morti a Bologna, Genova, Milano, Roma, Lione. Ottiene i certificati necroscopici e scopre che il suo paese ha sui decessi per tumore una percentuale del 36 per cento - confermata dall’Istituto Centrale di Statistica e dall’Università di Ancona - superiore di 9 punti al trend nazionale.


Alle indagini sul campo si affiancano i sostegni scientifici dell’Università di Camerino. Roberto Monti, primo ricercatore del Cnr di Bologna attesta che «certi casi si spiegano con l’abnorme intensità dei campi elettromagnetici presenti nella zona». L’Ader chiede un monitoraggio epidemiologico e sporge denuncia alla Procura della Repubblica di Macerata per “strage continuata”, ma i giudici archiviano in un baleno.

L’11 febbraio 1999 il Ministro dell’Ambiente Edo Ronchi certifica che «Non è possibile delocalizzare il radar di Potenza Picena perché manca una normativa di supporto. Si tratta di una zona di inquinamento elettromagnetico non regolata dalla normativa». Infatti, sia il decreto 381 del ’98 (regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana) sia la legge quadro sull’elettrosmog (numero 36 del 22 febbraio 2001) non si applicano ai radar civili e militari.

Stivale a rischio - Col pretesto del segreto bellico, il Ministero della Difesa - supino ai voleri dell’Alleanza atlantica - procede con nuove e pericolose postazioni a tutto spiano, incurante della salute collettiva. A Marsala in provincia di Trapani il radar dell’Aeronautica dista 200 metri dalle abitazioni; a San Giovanni Teatino, nel territorio di Chieti, appena 40. Su Monte Filau, lungo la costa sud occidentale della Sardegna nell’agro di Domus de Maria, lo Stato ha installato un radar tridimensionale nonostante il diniego della Regione; a Cagliari l’impianto Tlc della Marina opera sul centro abitato alla stregua delle strutture gemelle di Sassari, Olmedo, Monte Limbara e Tavolara. Infine il governo Usa si accinge ad installare illegalmente potenti radar in Sicilia, dopo aver ricoperto abusivamente l’intero Stivale.

In Europa si registrano attualmente valori di campo elettromagnetico da «un milione a un miliardo di volte più alti che nel 1950», documenta l’Organizzazione mondiale della sanità. «Colpisce il silenzio attorno a questo tema e la mancanza di una normativa europea ed italiana che preservi la salute dell’essere umano e protegga l’ambiente - denuncia Greenpeace - fornendo limiti di esposizione e distanze di rispetto da queste fonti di inquinamento».

Stellette nel Belpaese  - A Potenza Picena, nel 1956, lo Stato italiano impianta un sensore General Electric ‘Anf-Ps8′. Sei anni prima si era materializzato a Ferrara il primo radar (di fabbricazione canadese). L’antica Montesanto diventa Bracco: un anello della nascente catena difensiva che salda il vuoto tra la postazione ferrarese e quella di San Giovanni Teatino (CH).
Nel 1962 la difesa aerea della penisola italiana viene integrata in quella Nato, entrando a far parte del Nadge (Nato Air Defence Ground Envinronment), l’ombrello statunitense che si protende dalla Norvegia alla Turchia. Il sistema ‘Argos 10’ della Selenia - oggi Alenia - Marconi Systems (azienda Finmeccanica, ovvero dello Stato in joint-venture con la britannica Gec) - viene configurato nel 1987. Quel radar aveva un’antenna che girava 5 volte al minuto, con l’emissione di un fascio elettromagnetico ottimizzato per la scoperta alle alte quote (fino a 70 mila piedi), anche se poteva intercettare bersagli mobili al di sotto dei 2 mila.



Il circuito radar dell’Alleanza atlantica utilizza i segnali che arrivano da Potenza Picena, inseriti nel sistema di controllo dei due Roc (centri operativi di regione) di monte Venda e Martina Franca. Nel 1999 il sistema ‘Rat-3lSl’ dà il cambio all’‘Argos 10′. E’ un impianto che funziona automaticamente, i cui segnali arrivano al Cofa (Centro operativo del comando della Forza Armata) in un bunker a Poggio Renatico (Ferrara). Il ‘Rat-3lSl’ ha una portata di oltre 300 miglia nautiche (circa 600 chilometri), capace di intercettare oggetti volanti oltre 100 mila piedi (una trentina di chilometri). Distingue un piccolo deltaplano di plastica su Belgrado, e se su tale deltaplano il pilota ha un bottone di metallo o un orologio al polso o una carta di credito in tasca è già scoperto.
Densità di energia elettromagnetica? ‘Top secret‘ dichiara il Ministero della Difesa. Il potentissimo radar di guida (attacco e difesa) - in contatto con satelliti, aerei-spia (U-2, Awacs) e bireattori Prowler - è in grado di concentrare gli impulsi intorno al bersaglio, ed intercettare le emissioni radar avversarie, disturbandole con contromisure elettroniche.  
Ufficialmente nell’ex giardino d’Europa i siti radar più pericolosi assommano ad una trentina, tutti collegati tra di loro. La base Imaz, in provincia di Taranto, è uno dei centri nevralgici delle rete di comando e controllo della Nato. Le sue antenne ascoltano, commutano e rilanciano tutte le informazioni che passano per le linee collegate con i comando dell’Alleanza atlantica nel Mediterraneo. Imaz coordina anche la difesa radar di Jacotenente (nel cuore del parco nazionale del Gargano), Licola (Napoli) e Siracusa che svolgono compiti di avvistamento e guidacaccia nei cieli meridionali.
Il governo italiano viola leggi e normative a protezione della vita e non risponde alle interrogazioni parlamentari. Come per gli esperimenti segreti delle scie chimiche, la popolazione è mera carne da macello.